martedì 16 marzo 2010

Angel


Il caffè del primo mattino ha un altro sapore se lo gusto affacciata alla mia finestra preferita, quella che dà sugli orti e dalla quale sembra di essere in campagna e non a Rimini.
Questa mattina poi è successo qualcosa di nuovo. Quando ho guardato fuori c’era la nebbia e lo sguardo, che di solito vaga in lontananza, si è posato più vicino. Su un ramo del grande Platano che ho nel giardino qualcosa luccicava e, guardando meglio, ho visto che i rami spogli si erano riempiti di piccole rotondità che, ricoperte di goccioline di nebbia, brillavano come pietre preziose. «Ecco perché si chiamano gemme!» ho pensato, e ho aperto la finestra.
A dire il vero l’aria è ancora piuttosto fredda, ma i germogli spuntati all’improvviso, ieri non c’erano lo potrei giurare, hanno trasformato all’istante l’inverno in primavera. «Grazie piccolini, io non me n’ero ancora accorta!».
E così mi pervade un’allegria generosa che voglio trasmettere a tutti quanti: «Ehi vi siete accorti che l’aria è cambiata? Lo sentite il profumo di primavera? E gli uccellini che cantano diversamente?». Ma i miei colleghi al lavoro mi guardano come se fossi matta. Possibile che nessuno percepisca il cambiamento?
Ah, i bambini lo sentono! Anche loro sono come i piccoli germogli: teneri, freschi, sensibili, pronti ad aprirsi. Loro “sentono” e sanno che il mondo sta cambiando. Così tutte le sere, prima di accompagnare i miei figli a nanna, ci affacciamo insieme alla finestra per dare la buonanotte al grande albero e alle piccole gemme.
E ogni mattina, con la mia tazzina di caffè, sono di nuovo davanti alla finestra, prima che tutti si sveglino, quando la casa è silenziosa e il mondo non corre ancora. Le gemme si sono schiuse e le giovani foglie, seppur immobili, vibrano di vita al primo sole. Sono poco più di un chicco di grano, ma l’albero non è più nudo e... sorride!
Bevo un sorso di caffè e mi accorgo che sto sorridendo anch’io...



dal mio libro "Angel"

2 commenti:

  1. Da alcuni giorni bevo il caffè seduta sul divano, inondato dal sole che entra gioioso dalla finestra, accarezzando il mio gatto, dal pelo nero e caldissimo, penso che presto potrò bere il caffè seduta sulla panchina fuori dalla porta di casa, godendomi il sole e ascoltando l'"aria" sempre diversa, l'aria quella vera, quella bella, che si respira fuori e non quella ferma che c'è nelle nostre case. Non lo racconto in giro perchè ho paura di essere presa per pazza...
    un sorriso, Simona

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  2. ... beh allora sono pazza anch'io, e felice di esserlo! grazie e buon caffè dall'aria salutare!

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