lunedì 15 marzo 2010

è ora di fuggire...


É scappata la Primavera dal castello di mago Inverno.
«La mia bella prigioniera raggiunger devi!»
urla furente il mago di ghiaccio
a sua eccellenza messer Ventaccio.

Corre il Vento come un pazzo,
Primavera gli butta un mazzo
di viole mammole tra le braccia
e fior di pesco gli getta in faccia.

«Ma è una fata la Primavera,
non la si può far prigioniera!
Aspetta un momento fatina gentile,
spazzerò bene il cielo d'aprile
e faro in modo che i raggi del sole nuovo
si tuffino nei tuoi capelli d'oro!»

Questa piccola poesiola credo sia la prima cosa imparata a memoria alle elementari. Mi è tornata in mente la prima frase e poi, quasi miracolosamente, a poco a poco, parola per parola come riavvolgendo un gomitolo, il ritmo della filastrocca ha richiamato tutte le strofe e tanti ricordi di me bambina...
Ve la dedico in questo giorno di fine inverno sperando che la Primavera non tardi ancora molto a fuggire dal castello del mago di ghiaccio e che messer Vento si dia da fare per far risplendere il Sole nuovo!

1 commento:

  1. capperino che memoria! io l'unica frase in rima che mi ricordo dalle elementari è "sono il vigile urbano e fermo i tram con una mano"... e poi vuoto totale... quindi complimenti!!!!
    Gli uccelini stanno già cantando l'arrivo della primavera, non manca molto :))) ...anche se "marzo è pazzerello e aprile è suo fratello!" tanto per restare in rime!

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