domenica 15 maggio 2011

Sublime distruzione di un Dipinto

Uno dei più insidiosi freni alla creatività è l'attaccamento. Tutti noi, chi più chi meno, siamo attaccati a persone, luoghi e soprattutto a oggetti.
Spesso accade anche che mentre dipingiamo, una piccola porzione del dipinto ci piaccia in modo particolare e ci attacchiamo ad essa, ci innamoriamo letteralmente di quei pochi centimetri quadrati. Senza neppure accogerci ci siamo infilati in una stretta gabbia, smarriamo il flusso creativo e per paura di "rovinare" quel piccolo tassello, condizioniamo tutto il nostro quadro. Il risultato finale può anche essere esteticamente gradevole, ma abbiamo perso l'occasione di entrare in contatto con la nostra Sorgente, con la nostra Anima/Artista, con il Fuoco Creativo... Siamo rimasti in superfice, ci siamo accontentati del dipinto carino, banale, solito.
 
Se desideriamo intrapprendere la strada della creatività dobbiamo agire esattamente in senso contrario: dobbiamo cioè sacrificare (RENDERE SACRO) la piccola parte che tanto amiamo a favore del quadro generale, sacrificare l'uno in favore del tutto.
Un esercizio molto utile per lavorare sul NON ATTACCAMENTO prende spunto dai Mandala di sabbia dei monaci tibetani. Possiamo realizzare un dipinto personale o lavorare con un piccolo gruppo come nelle foto che vedete qui e che mostrano la sequenza del laboratorio proposto nel mio atelier. 

Con l'aiuto di mio marito e un compasso a cordicella ho disegnato direttamente sul pavimento un cerchio di circa 150 cm. e ne ho segnato il punto centrale con una candela. Poichè la serata aveva come focus la fertilità, abbiamo usato prevalentemente semi: di papavero, di coriandolo, chicchi di caffe, fagioli neri, lenticchie rosse, legumi vari, fiori di lavanda, riso colorato (in uno dei prossimi post vi spiegherò come colorare riso e pasta). Vanno benissimo anche sabbia (naturale o colorata), sassi, sale, zucchero, petali di fiori, foglie o qualsiasi altro materiale vi suggerisce la vostra fantasia.
Abbiamo iniziato a disporre il materiale partendo dal centro, senza tracciare un disegno da riempire, ma seguendo semplicemente l'intuito. Ogni tanto ci spostavamo di posto ruotando in senso orario, in modo da poter agire su tutto il mandala. Il risultato è stato davvero sorprendente!
... ma il bello doveva ancora arrivare...

Dopo aver ammirato in silenzio la nostra creazione abbiamo compiuto il rito di "distruzione" del Mandala. Danzandoci sopra l'abbiamo celebrato e sublimato. Mentre la forma veniva dissolta, mentre la lavanda e il caffè sprigionavano tutto il loro profumo; l'esperienza si ancorava in profondità dentro ognuna di noi con grande emozione e commozione...
liberando nella danza la vera bellezza!
 La forma è effimera, l'essenza è eterna. 

6 commenti:

  1. Brava Antoooo
    ma che bella serata deve essere stata!!!

    ultimamente ne so qualcosa sul non attaccamento con il bodypainting :D ...solo che a fine lavoro non ci posso ballare sopra eheheh... lascio che sia l'acqua a far fluire :D

    Complimenti ancora, bellissima idea "Creativa"

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  2. grazie Mari... è stata una serata magica, da pelle d'oca... in effetti c'è molto in comune col tuo lavoro, ci sono molti modi di fare arte effimera e complimenti anche a te per le meraviglie che stai creando. un mega bacio e spero di incontrarti presto

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  3. Sorry that I can't read Italian but I love the story in pictures. Such fun and so creative.

    Thank you for your visit.

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  4. Ciao Antonietta, grazie di quest’idea! C’è un premio per te: http://artscuola.blogspot.com/2011/05/il-premio-one-lovely-blog.html

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  5. immagino sia stato molto piacevole

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  6. cara Energia creativa, è stato molto piacevole, ma non solo... è stato esplosivo e soave allo stesso tempo. è stato un tuffo nel mondo femminile ancestrale. si è creato come d'incanto un cerchio di sorellanza profonda. ci siamo sentite finalmente a casa, accolte e coccolate nel grembo della Madre. nutrite anima e corpo di dolcissimo nettare. ci siamo sentite ricche, potenti, autentiche, magiche...

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