venerdì 20 maggio 2011

Creativa... One Lovely Blog

Grazie di cuore a Tatiana che, riconoscendomi questo premio,
mi dà l'occasione per parlarvi un po' di me.
regole del Premio "One Lovely Blog":
• linkare chi ci ha premiati
• premiare e avvisare a nostra volta altri 7 blogger
• elencare sette cose che parlano di noi

passo il premio a:

ed ecco 7 cose che raccontano di me:

1) Nel 2005, dopo 10 anni di matrimonio, io e mio marito eravamo pronti per diventare genitori e sono arrivati Lorenzo e Margherita i nostri due meravigliosi folletti.

2) Qualche giorno fa Benedetta, che partecipa ai miei incontri creativi, mi ha fatto dei complimenti e mi ha descritta in 2 parole come "pacata euforia", questo suo commento mi è piaciuto molto.

3) Sono nata con un angioma viola sul mento e quando ero ragazzina me ne vergognavo. Capitava spesso allora che mi dicessero che ero sporca di inchiostro... Ora sono orgogliosa di questo MIO segno e le persone che lo notano non mi dicono più che sono sporca, mi domandano se è un tatuaggio.

4) Amo raccogliere e coltivare erbe che uso per cucinare, per profumare casa e anche per realizzare i miei lavori creativi. Alcuni anni fa ho chiesto a mio suocero se mi donava un piccolo pezzo di terra del giardino: ne ho ricevuta circa 2 metri quadrati che coltivo con erbe aromatiche e qualche fiore... il mio Giardino Romantico!

5) Ho molti sogni nel cassetto. Li allevo, li nutro, li coccolo e li proteggo... Ogni tanto qualcuno prende corpo e si avvera... lasciando spazio per nuovi sogni...

6) Sono una disordinata cronica, la mia casa è un casino... un bel casino!

7) Mi piacciono tanto (in ordine sparso e non di preferenza):
gli alberi, i gatti, le caprette, il gelato, la pizza, il mare, le conchiglie, la Corsica, dipingere con le mani, camminare a piedi scalzi, fare il bagno nel mare nuda, sentir parlare in francese, leggere, scrivere, gli spaghetti, Jovanotti, il bosco in autunno, ricevere lettere, il campeggio, stare con gli amici del cuore, i cerchi di donne, la luna, danzare, cucinare, impastare il pane, le cose semplici, esperimenti creativi, la magia...

domenica 15 maggio 2011

Sublime distruzione di un Dipinto

Uno dei più insidiosi freni alla creatività è l'attaccamento. Tutti noi, chi più chi meno, siamo attaccati a persone, luoghi e soprattutto a oggetti.
Spesso accade anche che mentre dipingiamo, una piccola porzione del dipinto ci piaccia in modo particolare e ci attacchiamo ad essa, ci innamoriamo letteralmente di quei pochi centimetri quadrati. Senza neppure accogerci ci siamo infilati in una stretta gabbia, smarriamo il flusso creativo e per paura di "rovinare" quel piccolo tassello, condizioniamo tutto il nostro quadro. Il risultato finale può anche essere esteticamente gradevole, ma abbiamo perso l'occasione di entrare in contatto con la nostra Sorgente, con la nostra Anima/Artista, con il Fuoco Creativo... Siamo rimasti in superfice, ci siamo accontentati del dipinto carino, banale, solito.
 
Se desideriamo intrapprendere la strada della creatività dobbiamo agire esattamente in senso contrario: dobbiamo cioè sacrificare (RENDERE SACRO) la piccola parte che tanto amiamo a favore del quadro generale, sacrificare l'uno in favore del tutto.
Un esercizio molto utile per lavorare sul NON ATTACCAMENTO prende spunto dai Mandala di sabbia dei monaci tibetani. Possiamo realizzare un dipinto personale o lavorare con un piccolo gruppo come nelle foto che vedete qui e che mostrano la sequenza del laboratorio proposto nel mio atelier. 

Con l'aiuto di mio marito e un compasso a cordicella ho disegnato direttamente sul pavimento un cerchio di circa 150 cm. e ne ho segnato il punto centrale con una candela. Poichè la serata aveva come focus la fertilità, abbiamo usato prevalentemente semi: di papavero, di coriandolo, chicchi di caffe, fagioli neri, lenticchie rosse, legumi vari, fiori di lavanda, riso colorato (in uno dei prossimi post vi spiegherò come colorare riso e pasta). Vanno benissimo anche sabbia (naturale o colorata), sassi, sale, zucchero, petali di fiori, foglie o qualsiasi altro materiale vi suggerisce la vostra fantasia.
Abbiamo iniziato a disporre il materiale partendo dal centro, senza tracciare un disegno da riempire, ma seguendo semplicemente l'intuito. Ogni tanto ci spostavamo di posto ruotando in senso orario, in modo da poter agire su tutto il mandala. Il risultato è stato davvero sorprendente!
... ma il bello doveva ancora arrivare...

Dopo aver ammirato in silenzio la nostra creazione abbiamo compiuto il rito di "distruzione" del Mandala. Danzandoci sopra l'abbiamo celebrato e sublimato. Mentre la forma veniva dissolta, mentre la lavanda e il caffè sprigionavano tutto il loro profumo; l'esperienza si ancorava in profondità dentro ognuna di noi con grande emozione e commozione...
liberando nella danza la vera bellezza!
 La forma è effimera, l'essenza è eterna. 

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